La Asociación “Minka Wasi” Educación y Trabajo Solidario para la Vida e la Asociación de Desarrollo Solidario "Yachay Wasi"

Susanna

Viaggio in Peru’ 2005 di Susanna (Cordera) planetviaggi.it susy@netsurf.it
Sono tornata dal Peru’ da una settimana e, non temete, non mi sono fatta travolgere dai ritmi del quotidiano, tanto da annullare in una settimana, il beneficio del viaggio appena fatto, anche perché continuo a parlarne alle persone che mi circondano e che sapendo del viaggio e del ritorno, mi chiamano per “sapere come è andata” e regolarmente rispondo “benissimo”, che non è una risposta stereotipata né tanto meno “di cortesia” (nella doppia accezione di significato italo-castigliana!).
Siete curiosi di leggere le mie impressioni e di impressioni sto per scrivere, cioe' di qualcosa che mi e' rimasto impresso.
Non sapendo da dove iniziare, ho pensato che può essere significativo elencare quei momenti vissuti che più frequentemente ho raccontato a chi mi ha chiesto notizie del viaggio.
-I bambini di Corona: l’ emozione più forte che ho provato e che mi rimarrà. Ripenso ancora con imbarazzo alle mie lacrime irrefrenabili, non mi era mai capitato di sentire così vicine altre Persone come quei bambini che mi sono venuti incontro per salutarmi e forse per avere un po’ di affetto o semplicemente perché sono aperti e comunicano in modo così tangibile. L’ associazione successiva è con il Vostro progetto e la speranza di portare servizi, laddove non ci sono ancora.
A seguire un’ associazione di immagine: i cartelloni con disegnati i cereali e l’ opportunità di assaggiare le zuppe di quinua, un po' dappertutto (la quinua non e' forse il miglio?) ed i dolcetti di kiwicha fatti da Michela di San Salvador e poi è bene che mi fermi per non dilungarmi con l' elenco di tutta l’ ottima frutta consumata, sintetizzabile nello squisito frullato della colazione da Voi a Lima e da Vittoria a Cusco.
-Altri bambini, quelli lavoratori del Manthoc e le lavoratrici dell’ hogar di Lima e Cusco. Penso di aver accettato il concetto di bambini lavoratori; infatti come dice Vittoria “quando è iniziata la campagna contro il lavoro minorile in oriente, i bambini forse non hanno fatto più i palloni, ma hanno fatto la fame...”. Partendo da un concetto che per me in quanto Italiana è indiscutibile: il lavoro minorile è illegale, poiché vi è una legge, che a tutela dei minori, proibisce il lavoro minorile, quando un paio di anni fa dal ritorno dallo stesso viaggio Stefania mi parlò di questa realtà, non riuscivo ad accettarla. Non avevo capito che il presupposto non stava in piedi, purtroppo in Perù si è ancora molto indietro rispetto all’ applicazione della legge sul lavoro minorile, che è indispensabile alla sopravvivenza di questi bambini. Data questa premessa è indispensabile l’ aiuto e le opportunità che il manthoc, l’ iprofoth e il caith offrono.
- Mi viene chiesto: "com' è la gente in Peru'?" e la risposta è "eccezionale", infatti abbiamo ricevuto disponibilità da parte di tutti, quelli coinvolti nell' organizzazione del viaggio e non solo, un esempio per tutti il negozio di protesi ortopediche in Cusco. La Signora ci ha inviato nel negozio del centro, il marito ha chiesto informazioni sull' utente e ha apportato le dovute modifiche, garantendo lo stesso tipo di assistenza in futuro e per rimanere nell' esempio grazie a Franco che ha recapitato il pacco a Puno. Non abbiamo inoltre incontrato nessuno che chiedesse elemosina, tutti cercano di venderti qualcosa: un oggetto, un servizio e non sono insistenti, se si dice loro "no, gracias Senor o Senorita", si allontanano.
-Per continuare con l' Umanità, i lavoratori delle comunità artigiane consociate con il Minka: le ripetute scuse del Presidente della comunità di Unocolla, perchè solo dieci dei sedici rappresentanti erano presenti, gli assenti impegnati in un lavoro comune e le donne, presidenti di comitè della stessa comunità completamente imbarazzate nel presentarsi a noi pubblicamente, un po' timorose o forse si vergognavano, con voce tremula e sguardo basso, e per contro noi dopo il loro sforzo NON ci siamo presentati, se non quando me ne sono ricordata dopo ore e la loro reazione è stata semplicemente "sappiamo chi siete: los italianos!". Questo fatto mi ha offerto un' opportunità matrimoniale. Dopo questo momento, il ghiaccio si è rotto, ci siamo conosciuti un po' di piu' e una Signora mi ha proposto di sposarne il fratello.
Altrettante scuse da parte della moglie del presidente di Cuyo Chico che e' stata bravissima nel mostrarci la produzione dei monili in argilla, nonostante non fosse abitualmente suo, questo compito.
Il sorriso di Alipio di Taquile e' indimenticabile, come il triste sorriso di suo figlio Alex, limitato dal suo handicap motorio, sorriso che virava alla contentezza quando riceveva attenzioni: quando giocavamo con lui a palla con il frutto granidilla, quando ripetevamo insieme parole e frasi in inglese, quando è entrato in possesso di una pila frontale che gli semplificherà la vita nelle ore notturne "cosi' posso andare al bagno di notte" (si consideri che a Taquile non c' e' la corrente elettrica e tra la camera ed il bagno ci sono alcuni gradini e un sentiero di una decina di metri).
La disponibilita' di Macario di Cuyo Grande ci e' stata di aiuto per sopperire al guasto della macchina di Alessandro di San Salvador e avreste dovuto vedere l' espressione del suo volto tra l' incredulo e il desideroso di possederne uno, quando ha visto l' allevamento di Cuy di Alessandro con esemplari "giganti" !!! Indimenticabile e' anche lo sguardo del suo bimbo piu' piccolo Omar, attento e incuriosito, che si atteggia ad ometto nonostante i suoi 5 anni.
E tanti altri bambini, forse ne conoscete uno di nome Sami Mattia, che ricordo sorridente sul seggiolone e altri due con cui abbiamo costruito un bel puzzle Gabrile e Gianfranco e poi Salvatore, piu' grande ed indipendente che invita gia' gli amichetti a casa.
Altra domanda usuale "e Machiu Picchu?" Non è stata una delusione. Il timore che potesse esserlo era grande, anche perchè avendone sentito molto parlare, temevo che l 'aspettativa potesse essere disattesa. Ricordo quel mattino di pioggia, quando abbiamo preso l' autobus per salire alla città. Il tempo è gradualmente migliorato e la città si è presentata al nostro sguardo. Suggerisco di far seguire la visita alla città alla passeggiata fino all' Inti punku, anche perchè vedere per la prima volta Machiu Picchu da quella prospettiva è estremamente suggestivo. La sequenza è stata inversa anche perchè avevamo a disposizione una guida turistica che ci ha spiegato il ruolo dei diversi complessi di edifici e poi ci ha suggerito le opzioni individuali prima del rientro. Visitando la città di Machiu Picchu c' era l' aspettativa del vedere cosa c' e' ancora oltre il crinale, ma è costruita su un versante e lo si realizza raggiungendo il punto panoramico. Ricordero' inoltre i mosquitos e il rammarico di aver capito troppo tardi perche' nell' elenco del necessario per il viaggio c' era anche il repellente per insetti.
Il paesaggio piu' suggestivo che ho visto durante il viaggio e' la valle del Colca con i suoi innumerevoli terrazzamenti, spettacolare!!! a seguire il deserto di Paracas, (assolutamente da inserire nel prossimo viaggio, dopo le isole Ballestas), il blu del lago Titikaka dall' isola di Taquile, i colori della valle Sacra, dintorni di Cusco.
Continuando con le classifiche, tra le citta', si aggiudica il primo posto Cusco, seguita da Arequipa, Lima, Puno-Pisco e Juliaca. Questa città ci ha impressionato in negativo, sarà che quando ci siamo passati pioveva e le strade erano ruscelli, quando ci siamo tornati era il caos: tanta - troppa gente, costruzioni fatiscenti e polvere, tanta polvere e tanti rifiuti.
Il problema dei rifiuti devo dire e' diffuso in tutto il Peru', dove ci sia un insediamento umano: i rios secos sono discariche e un grosso rammarico deriva dal fatto che quando saranno invasi dalle acque che scorrono verso l' oceano, tutta quella plastica arrivera' in mare. E' vergognoso come la civilta' occidentale esportata nei paesi in via di sviluppo sia solo IMMONDIZIA, anche in senso figurato. Penso che anche il problema dell' ambiente e dei rifiuti e dell' inquinamento debba essere materia di insegnamento nelle vostre scuole, oltre al Diritto che è per altro l' aspettativa di carriera per molti ragazzi che abbiamo incontrato per esempio al Manthoc e che vogliono studiare diritto.
Un' ultima cosa: GRAZIE. Susanna